L’abilità principale che
viene richiesta al terapista craniosacrale è una modalità
particolare di essere presenti con la salute della persona-cliente e
con la storia che si dispiega all’interno della relazione.
Questa abilità si apprende facendo apprendistato con qualcosa
che non ha un nome ma che ci insegna molto.
Si utilizzano le mani in modo percettivo cioè in modo semplice e
profondo.
L’ascolto non è sui sintomi bensì si aspetta
una priorità prestabilita messa in movimento dalla salute della
persona-cliente.
La nostra percezione può sentire l’intenzione delle Leggi
Naturali, “l’intenzione della salute al lavoro” dove
sono state stabilite delle priorità.
La nostra abilità consiste nel
capire
e sostenere
l’intenzione della salute della persona-cliente mentre
lavora
indivisa alla ricerca di equilibrio e armonia.
Il mondo naturale è dotato di una coscienza che si estende in
tutte le direzioni che noi sosteniamo
mantenendo il nostro campo
percettivo ampio.
In questo senso i trattamenti olistici riguardano una visione
differente della vita: una bellezza più profondamente
informativa e riverente.
Utilizzare o consigliare un rimedio naturale invece di un prodotto
allopatico è meglio ma non è una visione alternativa
della guarigione.
La guarigione riguarda l’aiutare
la vita ad entrare in equilibrio
nel modo che le è più consono.
Le persone hanno e portano la conoscenza dentro di loro:
la guarigione
è l’emergere della loro originalità e si
può
stare con la percezione del respiro della vita che entra nel
corpo, arriva alla linea mediana e da lì genera molte forme e
ritmi, costruisce continuamente a sua volta nuova forma e funzioni.
Questa forza ,la forza della salute,non può ammalarsi, porta la
forma originale dentro quella persona.
La preparazione del terapeuta, che comprende il training percettivo
,serve ad
impadronirsi del dono che abbiamo avuto, un’esperienza sensoriale
sentita, la
percezione della creazione al lavoro, momento dopo momento in ognuno di
noi.
“Lavorare con le
mani è
l’apprendistato
dell’onestà, che rende il vostro
lavoro con
le mani un segno di
gratitudine.
Attraverso le nostre mani
entriamo in contatto con l’universo e
con il corpo collettivo è un ragno infinito da esplorare e verso
cui aprirci.Abbiamo la nostra residenza nel corpo…Conosco poco
il valore della mia identità corporea finchè non
vengo toccato. Sono poco cosciente del mio corpo finchè
una mano non mi richiama al mio sé, al luogo della mia
esistenza, quando mi tocchi entri nella mia vita, nel mio essere: non
importa dove tocchi, il tuo contatto è sempre attraverso il
corpo.Il contatto crea presenza, sono mosso da ciò.”
Mahatma Ghandi
Nella scienza moderna negli anni ’90 sono emerse tre teorie che
tentano di dare una spiegazione a ciò di cui stiamo parlando
quando ci riferiamo al lavoro craniosacrale:
le scienze cognitive.
Sta emergendo una visione unitaria di Vita, Mente e Coscienza nella
quale:
- la coscienza umana è inscindibilmente connessa al mondo
sociale delle relazioni interpersonali e della cultura
- questa visione unitaria ci consente di comprendere la dimensione
spirituale della vita(espressa dalle tradizioni religiose)
La teoria cosiddetta di Santiago(sviluppata da Maturana e Varela),
citata nell’ultimo testo di Fiodr Capra “La scienza
della vita” identifica la COGNIZIONE ( e cioè il processo
di conoscenza) con il processo di vita.
In altre parole l’attività organizzativa dei sistemi
viventi è un processo mentale;
le
interazioni tra gli esseri
viventi sono interazioni cognitive. In questa nuova visione la
cognizione è qualcosa che riguarda l’intero processo
della vita includendo Percezioni, Emozioni e Comportamento ed è
legata all’autogenerazione che contraddistingue le reti viventi.
Emergono anche due nuovi paradigmi:
- La teoria della complessità e cioè: da una serie di
fenomeni interagenti emerge una nuova qualità (che non
può essere spiegata con la somma dei componenti) che si
evidenzia attraverso una esperienza cosciente.
- L’analisi dell’esperienza VISSUTA è parte
integrante di qualunque scienza della coscienza: la cognizione non
è una rappresentazione di un mondo esistente indipendentemente
dal soggetto quanto piuttosto “far
emergere” un mondo
attraverso il processo della vita.
Alcuni dati da esaminare “sono delle esperienze interiori”
ed è qui che entra in gioco la relazione e cioè una nuova
scienza che tra i suoi dati contempla anche “esperienze
condivise”.
Questi paradigmi danno una ragione ed un fondamento
all’esperienza del lavoro craniosacrale, valorizzandone le
abilità percettive.
Naturalmente queste esperienze personali di esperienze di
coscienza,dovranno trovare una convalida intersoggettiva che
costituisce la pratica standard in ambito scientifico.
Riflessioni di Ida Ferrari aiutate dal lavoro del dott. Jim Jealous -La
guarigione e il mondo naturale (intervista di Bonnie Horrigan
pubblicata su www.craniosacrale.it) e da Fiodr Capra in La scienza
della vita Ed. Rizzoli